Io non credo, Enrico, che Rafael venga crocifisso per via della pisciata fatta sabato. Ma per tutta una serie di incertezze, di titubanze, di punti deboli che ha dimostrato in questa stagione. E non credo affatto, ahimé, che queste indecisioni, questi limiti siano frutto di una delle tante capate di Partenopeo. E nemmeno della percentuale più alta di tiri subiti. Credo, piuttosto, che siano figlie di ciò che abbiamo visto in una trentina di partite.
Odio le statistiche e ho una memoria più sottile 'e 'na sfoglia e' cipolla (specie col Napoli, dove le mie cervella tendono a disfarsi dei brutti ricordi

), ma io di cazzatelle ne ho in mente molte lo stesso. E un'esitazione qui, un "si poteva fare di più lì", una manella troppo leggera là, un'uscita a' vacante lì, ed ecco che la fiducia va a farsi benedire.
Io non mi sono mai sentito al sicuro con lui, quando c'era da uscire; non ricordo quante palle ciccate, smanacciate a pochissimi passi abbia fatto quest'anno. Né mi sento al sicuro quando c'è da fare il "libero", visto che non esce praticamente mai dall'area. E, soprattutto, io non mi sento al sicuro dal punto di vista caratteriale, perché mi sembra palese la mancanza di voce in capitolo all'interno della nostra difesa.
Perciò ti ripeto, Enrì, non penso proprio che qui si stia sparando sulla più classica delle croci rosse. Qui ne abbiamo ben donde, purtroppo.
E te lo dice uno che l'anno scorso era rimasto non sorpreso, ma di più. Sorpreso in positivo, ovviamente. E ci credevo in lui.
Ma sono troppi gli indizi, troppe le prove. E le pisciatona di Palermo non è assolutamente tra quelle influenti, perché di papere ne fanno tutti.