Autore Topic: Politica Italiana  (Letto 545501 volte)  Share 

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falceEmarcello

Re:Elezioni politiche 2013 (parte II)
« Risposta #3860 il: 18 Aprile, 2013, 11:00:10 am »
Ma secondo quale logica chi non vede di buon occhio il Movimento 5 slogan diventa automaticamente un convinto militante del PD e fedele sostenitore di bersani ?
No perche' a me sta cosa mi sfugge, saro' tonto? mi mancano i titoli ?
Spiegatemi

Starfred

R: Re:Elezioni politiche 2013 (parte II)
« Risposta #3861 il: 18 Aprile, 2013, 11:01:01 am »
Ma secondo quale logica chi non vede di buon occhio il Movimento 5 slogan diventa automaticamente un convinto militante del PD e fedele sostenitore di bersani ?
No perche' a me sta cosa mi sfugge, saro' tonto? mi mancano i titoli ?
Spiegatemi

Zitto colbacco!

falceEmarcello

Re:R: Re:Elezioni politiche 2013 (parte II)
« Risposta #3862 il: 18 Aprile, 2013, 11:02:36 am »

Online Vino a Tavola

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Re:Elezioni politiche 2013 (parte II)
« Risposta #3863 il: 18 Aprile, 2013, 11:06:36 am »
mi trovo abbastanza daccordo con nickwire quando parla di prodi, e cioè:

in qeste ultime 48 ore ciò che hanno fatto e stanno facendo è stato sostanzialmente di bruciare (sì li hanno di fatto già bruciati) il peggio: tipo marini, amato, d'alema... così da appiopparci i meno peggio (prodi o bonino).

e pensare che il "meglio" invece stia lì servito su un piatto d'argento dal M5S.

ecco cosa scriveva Rodotà a proposito delle schifezze votate sotto monti:

Rodotà: “Col pareggio di bilancio, Keynes è stato reso incostituzionale”

Nel silenzio generale abbiamo assistito alla manomissione di alcuni importantissimi articoli della Costituzione, in particolare l’articolo 81 con l’introduzione del pareggio di bilancio. Stefano Rodotà è stato tra i pochi a pronunciarsi in modo nettamente critico . Ci pare utile, in queste ore nelle quali il suo nome è tornato alla ribalta come possibile candidato alla Presidenza della Repubblica, rileggere un suo articolo di qualche mese fa, in cui mette in evidenza i danni prodotti da una “fase costituente” affrettata e imposta dall’Unione europea.

di Stefano Rodotà, da Repubblica, 20 giugno 2012
Stiamo vivendo una fase costituente senza averne adeguata consapevolezza, senza la necessaria discussione pubblica, senza la capacità di guardare oltre l’emergenza. È stato modificato l’articolo 81 della Costituzione, introducendo il pareggio di bilancio. Un decreto legge dell’agosto dell’anno scorso e uno del gennaio di quest’anno hanno messo tra parentesi l’articolo 41. E ora il Senato discute una revisione costituzionale che incide profondamente su Parlamento, governo, ruolo del Presidente della Repubblica. Non siamo di fronte alla buona “manutenzione” della Costituzione, ma a modifiche sostanziali della forma di Stato e di governo. Le poche voci critiche non sono ascoltate, vengono sopraffatte da richiami all’emergenza così perentori che ogni invito alla riflessione configura il delitto di lesa economia.
In tutto questo non è arbitrario cogliere un altro segno della incapacità delle forze politiche di intrattenere un giusto rapporto con i cittadini che, negli ultimi tempi, sono tornati a guardare con fiducia alla Costituzione e non possono essere messi di fronte a fatti compiuti. Proprio perché s’invocano condivisione e coesione, non si può poi procedere come se la revisione costituzionale fosse affare di pochi, da chiudere negli spazi ristretti d’una commissione del Senato, senza che i partiti presenti in Parlamento promuovano essi stessi quella indispensabile discussione pubblica che, finora, è mancata.
Con una battuta tutt’altro che banale si è detto che la riforma dell’articolo 81 ha dichiarato l’incostituzionalità di Keynes.
L’orrore del debito è stato tradotto in una disciplina che irrigidisce la Costituzione, riduce oltre ogni ragionevolezza i margini di manovra dei governi, impone politiche economiche restrittive, i cui rischi sono stati segnalati, tra gli altri da cinque premi Nobel in un documento inviato a Obama. Soprattutto, mette seriamente in dubbio la possibilità di politiche sociali, che pure trovano un riferimento obbligato nei principi costituzionali. La Costituzione contro se stessa? Per mettere qualche riparo ad una situazione tanto pregiudicata, uno studioso attento alle dinamiche costituzionali, Gianni Ferrara, non ha proposto rivolte di piazza, ma l’uso accorto degli strumenti della democrazia. Nel momento in cui votavano definitivamente la legge sul pareggio di bilancio, ai parlamentari era stato chiesto di non farlo con la maggioranza dei due terzi, lasciando così ai cittadini la possibilità di esprimere la loro opinione con un referendum.
Il saggio invito non è stato raccolto, anzi si è fatta una indecente strizzata d’occhio invitando a considerare le molte eccezioni che consentiranno di sfuggire al vincolo del pareggio, così mostrando in quale modo siano considerate oggi le norme costituzionali. Privati della possibilità di usare il referendum, i cittadini — questa è la proposta — dovrebbero raccogliere le firme per una legge d’iniziativa popolare che preveda l’obbligo di introdurre nei bilanci di previsione di Stato, regioni, province e comuni una norma che destini una quota significativa della spesa proprio alla garanzia dei diritti sociali, dal lavoro all’istruzione, alla salute, com’è già previsto da qualche altra costituzione. Non è una via facile ma, percorrendola, le lingue tagliate dei cittadini potrebbero almeno ritrovare la parola.
L’altro fatto compiuto riguarda la riforparlamentari, costituzionale strisciante dell’articolo 41. Nei due decreti citati, il principio costituzionale diviene solo quello dell’iniziativa economica privata, ricostruito unicamente intorno alla concorrenza, degradando a meri limiti quelli che, invece, sono principi davvero fondativi, che in quell’articolo si chiamano sicurezza, libertà, dignità umana. Un rovesciamento inammissibile, che sovverte la logica costituzionale, incide direttamente su principi e diritti fondamentali, sì che sorprende che in Parlamento nessuno si sia preoccupato di chiedere che dai decreti scomparissero norme così pericolose.
È con questi spiriti che si vuol giungere a un intervento assai drastico, come quello in discussione al Senato. Ne conosciamo i punti essenziali. Riduzione del numero dei modifiche riguardanti l’età per il voto e per l’elezione al Senato, correttivi al bicameralismo per quanto riguarda l’approvazione delle leggi, rafforzamento del Presidente del Consiglio, poteri del governo nel procedimento legislativo, introduzione della sfiducia costruttiva. Un “pacchetto” che desta molte preoccupazioni politiche e tecniche e che, proprio per questa ragione, esigerebbe discussione aperta e tempi adeguati. Su questo punto sono tornati a richiamare l’attenzione studiosi autorevoli come Valerio Onida, presidente dell’Associazione dei costituzionalisti, e Gaetano Azzariti, e un documento di Libertà e Giustizia, che hanno pure sollevato alcune ineludibili questioni generali.
Può un Parlamento non di eletti, ma di “nominati” in base a una legge di cui tutti a parole dicono di volersi liberare per la distorsione introdotta nel nostro sistema istituzionale, mettere le mani in modo così incisivo sulla Costituzione? Può l’obiettivo di arrivare alle elezioni con una prova di efficienza essere affidato a una operazione frettolosa e ambigua? Può essere riproposta la linea seguita per la modifica dell’articolo 81, arrivando a una votazione con la maggioranza dei due terzi che escluderebbe la possibilità di un intervento dei cittadini? Quest’ultima non è una pretesa abusiva o eccessiva. Non dimentichiamo che la Costituzione è stata salvata dal voto di sedici milioni di cittadini che, con il referendum del 2006, dissero “no” alla riforma berlusconiana.
A questi interrogativi non si può sfuggire, anche perché mettono in evidenza il rischio grandissimo di appiattire una modifica costituzionale, che sempre dovrebbe frequentare la dimensione del futuro, su esigenze e convenienze del brevissimo periodo. Le riforme costituzionali devono unire e non dividere, esigono legittimazione forte di chi le fa e consenso diffuso dei cittadini.
Considerando più da vicino il testo in discussione al Senato, si nota subito che esso muove da premesse assai contestabili, come la debolezza del Presidente del Consiglio. Elude la questione vera del bicameralismo, concentrandosi su farraginose procedure di distinzione e condivisione dei poteri delle Camere, invece di differenziare il ruolo del Senato. Propone un intreccio tra sfiducia costruttiva e potere del Presidente del Consiglio di chiedere lo scioglimento delle Camere che, da una parte, attribuisce a quest’ultimo un improprio strumento di pressione e, dall’altra, ridimensiona il ruolo del Presidente della Repubblica. Aumenta oltre il giusto il potere del governo nel procedimento legislativo, ignorando del tutto l’ormai ineludibile rafforzamento delle leggi d’iniziativa popolare. Trascura la questione capitale dell’equilibrio tra i poteri.
Tutte questioni di cui bisogna discutere, e che nei contributi degli studiosi prima ricordati trovano ulteriori approfondimenti. Ricordando, però, anche un altro problema. Si continua a dire che le riforme attuate o in corso non toccano la prima parte della Costituzione, quella dei principi. Non è vero. Con la modifica dell’articolo 81, con la “rilettura” dell’articolo 41, con l’indebolimento della garanzia della legge derivante dal ridimensionamento del ruolo del Parlamento, sono proprio quei principi ad essere abbandonati o messi in discussione.



infine quoto lo stato di gabbie su fb: Ciao PD, fatti insegnare dagli angeli a dire una cosa di sinistra.
« Ultima modifica: 18 Aprile, 2013, 11:07:50 am da Vino a Tavola »

Offline nocerino

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Re:Elezioni politiche 2013 (parte II)
« Risposta #3864 il: 18 Aprile, 2013, 11:07:21 am »
comunque, secondo me, persone di 80 anni come Rodotà e Marini, sarebbe preferibile se non si vedessero affidato un incarico di 7 anni.
anche se in passato è stato fatto, penso sia un'età avanzata
chiunque salga, tra Amato,Marini,Prodi etc, non credo scioglierà le Camere, e alla fine si farà un qualcosa per tirare avanti a febbraio/aprile 2014, in cui ci si accoda anche alle elezioni europee.
non vedo perchè il pd, dopo essere stato sbeffeggiato, debba votare Rodotà, che è il candidato del Movimento, per giunta sentendosi dire "sì, dopo, forse, potremmo, chissà, aiutarvi", dopo che per circa due mesi si è detto "no alleanze" etc etc. E' per questo che se si va alla quarta votazione, penso che il pd preferisca Prodi a Rodotà (e in ogni caso, la "rete", che è sovrana a detta di Grillo, ha detto che il candidato è la Gabanelli, non Rodotà)

Alemao

Re:Elezioni politiche 2013 (parte II)
« Risposta #3865 il: 18 Aprile, 2013, 11:09:38 am »
2 mesi fa "quell'idiota" di Grillo disse che così sarebbe finita la cosa: mega inciucio Pd-Pdl...tutti a dargli contro...e state ancora a pensare al M5S? Pagine e pagine a parlare del Movimento, di quanto facciano schifo, di quanto Grillo era il despota, il nuovo Duce...e nel frattempo, il mega inciucio già era stato partorito. 2 mesi di vergognosa commedia, ma siamo italiani, ci scordiamo tutto. Sono anni e anni che questi fanno i cazzi loro, che fanno la parte di schifarsi, di pigliarsi a male parole...e poi, puntualmente "per il bene del Paese" fanno il bene loro.

Mi auguro solo che, come sta dicendo in questo momento bruno vespa (scusatemi, ma so tornato da una partita di torneo e mentre mangio qualcosa, mio padre se sta verenn a chist... :brr: ), SEL e i renziani veramente si oppongano in maniera veemente, non ci risolveranno niente perchè comunque si raggiungeranno i numeri per eleggere Marini per la felicità anche di berlusconi, e che ci sia una frattura insanabile in questo centrosinistra che tutto è tranne che qualcosa di apparentemente di sinistra...

Sì però l'inciucio è stato lui a provocarlo, perché avrebbe potuto accordarsi col Pd e si è guardato bene dal farlo, all'anema della vedenza elettorale. Troppo comodo così. A me ha deluso parecchio 'sto modo di fare, perché mo' voglio sapere che cazzo farete. La Politica è l'arte del compromesso. Voi non avete una forza politica in grado di porsi come maggioranza di governo. Siete a un bivio: restate da soli e assumete i connotati di una formazione populista o vi accordate su linee programmatiche e "giocate" per davvero con uno dei due schieramenti. La puoi mettere come vuoi tu, ma chest'è la situazione vostra.


In quanto a Bersani lo ritengo il principale responsabile sia della situazione di stallo in Italia che della ormai prossima distruzione del Pd. Se si fosse fatto da parte subito, forse un margine di accordo lo si poteva trovare con Grillo. È davvero una sciagura quest'uomo, iss assieme a tutti i dinosauri che si porta appresso, l'emblema di una sinistra perdente da qui all'eternità, quando per vincere le elezioni è chiarissimo che l'asticella non può rimanere a sinistra con il Vendolame vario ed eventuale, ma  deve passare al centro: è così in tutte le strategie elettorali vincenti. Peccato che lui non l'abbia ancora compreso dopo le batoste in Piemonte, Lombardia, Veneto, Campania, Calabria, Puglia e Sicilia. In un qualsiasi Paese democratico all'indomani di una sonora sconfitta elettorale il leader di un partito si dimette e sparisce dalla vita politica. In Italia invece mantiene saldo il culo sulla poltrona.

Questo è Bersani: un concentrato di ignoranza e arroganza politica che non ha eguali. L'errore gravissimo che ha fatto in Parlamento è stato di far eleggere la Boldrini alla Camera, quando avrebbe dovuto, forte della maggioranza nella stessa, dare la Presidenza di garanzia a un esponente del Pdl per disinnescare Berlusconi. Al contrario ha voluto sia Camera e Senato, fornendo così un assist pazzesco a Berlusconi: quello di porsi dinnanzi agli Italiani come "uomo dell'opposizione" e poco importa che abbia governato per più di un decennio, mentre Bersani, pur non avendo un governo, perdendo tempo appresso a Grillo, con due dei suoi alla Camera e al Senato è visto dagli Italiani come "uomo di governo". Da qui l'appecoramento indegno verso figure istituzionali di quart'ordine come Marini, nemmeno eletto in Parlamento e tutti i dinosauri del Pd dalla Finocchiaro a Fioroni che gli stanno appresso che avranno salvo lo scalpo con un inciucio di fatto avvenuto tra Pd e Pdl, che consente ai Bersanoni di entrambi gli schieramenti, due leader politici azzoppati, di salvarsi il culo a vicenda in modo amichevole evitando le elezioni politiche.
« Ultima modifica: 18 Aprile, 2013, 11:11:07 am da Alemao »

Starfred

Re:Elezioni politiche 2013 (parte II)
« Risposta #3866 il: 18 Aprile, 2013, 11:12:51 am »
Comunque io faccio un ragionamento diverso e provo ad uscire un po' dalla logica "partita di pallone"

Il PD aprì pesantamente ai cinque stelle nella consultazione post-mandato esplorativo di Bersani. I cinque stelle rifiutarono; con la stessa energia Bersani chiuse a Berlusconi e continua a chiudere. Cioè questo è un dato di fatto. Credo, insomma, che le due cose siano separate.

La Presidenza della Repubblica è quindi un altro fatto; qui, chi ha sostenuto la linea grillina dura e pura, non può proferire parola.
Il m5s ha chiuso al dialogo ed ora vuole che si voti il suo candidato ? No, non esiste. Troverei normale, in una situazione normale (e questa non lo è), il voler dialogare con le altre forze politiche escludendo il M5S, visto che comunque l'elezione di questa carica dello Stato deve essere scelta condivisa in quanto ha funzione di unità e garanzia.

Il problema è pratico. Rodotà ( ci fosse stata invece la prima scelta, la Gabanelli, o Gino Strada, la seconda, già era un discorso meno fattibile ) è un candidato migliore a mani basse di Marini e sarebbe stato opportuno appoggiare questo.
Quindi, IMHO, non c'è da focalizzarsi sull'inciucio (che non è avvenuto, fino a prova contraria...da sempre le elezioni del presidente della repubblica sono state frutto di scelte di largo respiro) ma sul fatto che il PD ha scelto di confrontarsi con l'altra forza moderata che risponde al nome del PdL. Fosse un partito popolare normale sarebbe stata una scelta se non comprensibile almeno giustificabile (riferendoci a cos'è e cos'ha fatto Grillo) ma resta che ci sia Berlusconi ed è una botta pesantissima a livello di credibilità e consenso per chi fa dello "smacchiamo i giaguari" il proprio vessillo politico.

Detto questo, se oggi esplode il PD è un bene per il Paese. E' cazzo che rinasce un partito socialdemocratico in orbita SeL, le cariatidi vanno in pensione e Renzi si fa il suo partitino di centrodestra.

Tanto comunque torna il nano...
« Ultima modifica: 18 Aprile, 2013, 11:16:44 am da Starfred »

Offline Genny Fenny

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Re:Elezioni politiche 2013 (parte II)
« Risposta #3867 il: 18 Aprile, 2013, 11:18:26 am »
Detto questo, se oggi esplode il PD è un bene per il Paese. E' cazzo che rinasce un partito socialdemocratico in orbita SeL, le cariatidi vanno in pensione e Renzi si fa il suo partitino di centrodestra.

Tanto comunque torna il nano...

Veldola si è suicidato con le ultime politiche e sarà trascinato nel fallimento del PD, come a mio avviso merita.

Starfred

Re:Elezioni politiche 2013 (parte II)
« Risposta #3868 il: 18 Aprile, 2013, 11:20:05 am »
Veldola si è suicidato con le ultime politiche e sarà trascinato nel fallimento del PD, come a mio avviso merita.

per me la partita di Vendola deve ancora giocarsi, fino ad adesso ha portato la Boldrini alla Camera ed è stato l'unico a sinistra a spostarsi all'idea di inciucio. Io credo anche che oggi sarà tra i franchi tiratori.

Offline kurz

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R: Elezioni politiche 2013 (parte II)
« Risposta #3869 il: 18 Aprile, 2013, 11:35:01 am »
A me tutte queste chiacchiere su vendola salvatore fanno ridere e parecchio, uno che ha detto che il suo progetto politico era entrare nel PD, che ci sta da ragionare poi sulla scelta di Marini quando il PD ha votato le peggio schifezze.
Ma dove vi viene la voglia di commentare tutto questo ma veriteve uomini e donne e commentate quello che è più dignitoso.
gesucrì

Offline nickwire

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Re:Elezioni politiche 2013 (parte II)
« Risposta #3870 il: 18 Aprile, 2013, 11:40:58 am »
Ovviamente alle frasi vanno date le sfumature che meritano, però non mi voglio applicare, e dire che Vendola vò trasì nel PD è una cosa che meriterebbe mille postille e nun me ne ten.

Pò stu suicidio di Vendola appresso al PD non lo vedo, soprattutto se commisurato ai cosiddetti partiti di "testimonianza storica", che prendevano l'8% giusto 7 anni fa, e che mò si so messi a fare le alleanze con il filomanganelliano Di Pietro.

Chissà perchè la gente ha scelto Sel e non altri riferimenti a sinistra. Chissà.

Vabbuò è la società capitalistica, malata, s'adda turnà a baffon e Cossutta er nu buon cumpagn.

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Re:Elezioni politiche 2013 (parte II)
« Risposta #3871 il: 18 Aprile, 2013, 11:53:53 am »
Salve è qui che si parla del suicidio del PD?

Ora spero che chi dileggiava M5S si faccia un esamino di coscienza. Persino Renzi, qui additato come berlusconiano e di cui mi frega ben poco, si è schierato per Rodotà o per Prodi. Marini passa alla prima, pure la Lega lo vota. Scelta Civica, PDL, Lega, PD contro un pezzetto di PD, SEL e M5S... I 2/3 sono bell'e serviti.

Sei tornato, mi fa piacere  :ok:

Dileggiare il m5s e allo stesso tempo dire che nel pd ci sono dei personaggi orridi non e' contraddittorio eh.
Alla fine quelli per cui ho votato e che stimo, votano per Rodota' (che ricordiamo e' un personaggio assolutamente di sinistra).

Cmq bentornato e vedi di non farti calcioruotare di nuovo :)

Offline nickwire

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Re:Elezioni politiche 2013 (parte II)
« Risposta #3872 il: 18 Aprile, 2013, 11:56:16 am »
mi trovo abbastanza daccordo con nickwire quando parla di prodi, e cioè:


Sì ma le pubblicazioni di Prodi con Sylos Labini si sprecano, quindi stu papiell ch'è mis che senso ha?

Se è riferito a Franco Marini ok, ma ti contraddici se mi quoti :look:

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Re:Elezioni politiche 2013 (parte II)
« Risposta #3873 il: 18 Aprile, 2013, 12:14:08 pm »
Sì ma le pubblicazioni di Prodi con Sylos Labini si sprecano, quindi stu papiell ch'è mis che senso ha?

Se è riferito a Franco Marini ok, ma ti contraddici se mi quoti :look:
:conf:

Offline kurz

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Re:Elezioni politiche 2013 (parte II)
« Risposta #3874 il: 18 Aprile, 2013, 12:20:28 pm »
Ovviamente alle frasi vanno date le sfumature che meritano, però non mi voglio applicare, e dire che Vendola vò trasì nel PD è una cosa che meriterebbe mille postille e nun me ne ten.

Pò stu suicidio di Vendola appresso al PD non lo vedo, soprattutto se commisurato ai cosiddetti partiti di "testimonianza storica", che prendevano l'8% giusto 7 anni fa, e che mò si so messi a fare le alleanze con il filomanganelliano Di Pietro.

Chissà perchè la gente ha scelto Sel e non altri riferimenti a sinistra. Chissà.

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vabbuò già questa è un affermazione a dir poco opinabile, un partito visto e pompato come "alternativa di sinistra" in coalizione col pd che doveva governare il paese, mi pare abbia preso poco ma veramente poco, pure a dispetto dei sondaggi.


Poi se credi che io pensi che l'alternativa fosse la lista di Ingroia si vede che non mi hai capito :asd: la lista Ingroia ha fatto la fine che si meritava, come l'ha fatto rifondazione e come la farà la lista di Vendola, la sinistra annacquata questa fine fa, non è più il 2001.
E poi tanto vale votare il pd, che ci sta brava gente, tipo quello di sinistra là ah fassina fassino, vabbuò è lo stesso.
gesucrì

Offline signor groucho

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Re:Elezioni politiche 2013 (parte II)
« Risposta #3875 il: 18 Aprile, 2013, 12:37:56 pm »
vabbuò già questa è un affermazione a dir poco opinabile, un partito visto e pompato come "alternativa di sinistra" in coalizione col pd che doveva governare il paese, mi pare abbia preso poco ma veramente poco, pure a dispetto dei sondaggi.


Poi se credi che io pensi che l'alternativa fosse la lista di Ingroia si vede che non mi hai capito :asd: la lista Ingroia ha fatto la fine che si meritava, come l'ha fatto rifondazione e come la farà la lista di Vendola, la sinistra annacquata questa fine fa, non è più il 2001.
E poi tanto vale votare il pd, che ci sta brava gente, tipo quello di sinistra là ah fassina fassino, vabbuò è lo stesso.
Enzo avrai il mio voto. Dobbiamo solo far abbassare la soglia al 2 per 60mln.
Alfrè ti conviene abbandonare la conversazione :look:

Offline nickwire

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Re:Elezioni politiche 2013 (parte II)
« Risposta #3876 il: 18 Aprile, 2013, 13:17:59 pm »
:conf:

Allora ho frainteso io il post? Il fatto che Rodotà è stato depennato per via della sua avversione al pareggio di bilancio in  costituzione?

No perchè pure Prodi è contro il pareggio di bilancio.

Starfred

R: Elezioni politiche 2013 (parte II)
« Risposta #3877 il: 18 Aprile, 2013, 13:18:44 pm »
Perché nessuno ha pensato prima a Chiamparino??? Percheeeeee

Offline nickwire

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Re:Elezioni politiche 2013 (parte II)
« Risposta #3878 il: 18 Aprile, 2013, 13:29:19 pm »
vabbuò già questa è un affermazione a dir poco opinabile, un partito visto e pompato come "alternativa di sinistra" in coalizione col pd che doveva governare il paese, mi pare abbia preso poco ma veramente poco, pure a dispetto dei sondaggi.


Poi se credi che io pensi che l'alternativa fosse la lista di Ingroia si vede che non mi hai capito :asd: la lista Ingroia ha fatto la fine che si meritava, come l'ha fatto rifondazione e come la farà la lista di Vendola, la sinistra annacquata questa fine fa, non è più il 2001.
E poi tanto vale votare il pd, che ci sta brava gente, tipo quello di sinistra là ah fassina fassino, vabbuò è lo stesso.

ò Movimento Cinque Stelle ha taglieggiato soprattutto noi ed il nostro cosiddetto contraltare "Fratelli d'Italia", oltre che situazioni come la Lega..... Il PD viene votato comunque perchè Berlusconi nun adda saglì e ò PDL perchè "amma evader in santa pace, nun c'rumpit o cazz, nacc Equitalia".

Sel è un'alternativa di sinistra. Socialdemocratica. Come avviene in tutta Europa.
Ed è volta a scalzare un partito attualmente liberaldemocratico come il PD dall'interno, portando diverse linee programmatiche e diverse idee e presupposti, che è cosa ben più complessa dal dire "vò trasì nel PD". Vulimm caccià a munnezz comm Letta, Franceschini e vari rampantini e miezi preveti, in sostanza.
Per questo che parlavo di postille, specifiche e rest parlann.


Pò vabbuò, logico che nel movimentismo (perchè oramai chest è) si tende a massificare tutti noi compromessi con lo sporco capitalismo che opprime tutto e tutti, i chest ò capisc.
Meno mi vien da capire su un eventuale differenza di approccio, su questo specifico aspetto analitico, tra vuje e i grillini, a questo punto.

« Ultima modifica: 18 Aprile, 2013, 13:46:25 pm da nickwire »

Starfred

R: Elezioni politiche 2013 (parte II)
« Risposta #3879 il: 18 Aprile, 2013, 13:31:20 pm »
Si ma Francone Marini nunnngnafa :alla: